giovedì 28 novembre 2019

 


Libro Bianco dei Beni Culturali della Città di Milazzo: proposte della Società Milazzese di Storia Patria in vista delle elezioni amministrative della primavera 2020

 

Paragrafo I - Cittadella fortificata

 

Valorizzazione e rifunzionalizzazione nel breve/medio termine

 

1. Introduzione La cittadella fortificata o città murata - il Castello per noi Milazzesi - è e rappresenta il fiore all’occhiello della nostra città. Se abbiamo un amico che viene a trovarci da fuori, dove lo portiamo? Al Castello ed alla punta estrema del Capo (baia di S. Antonio – Baronia). Dobbiamo pertanto farlo trovare nelle migliori condizioni di decoro ed efficienza, tanto più che il transito da e per le Eolie, la formula delle minicrociere verso le stesse isole e lo sviluppo esponenziale dei B&B hanno inoltre aumentato e non poco il numero dei turisti stranieri in visita allo stesso Castello.

 

Occorre pertanto puntare sul decoro, ossia scerbamento, pulizia dei bagni e delle sale, sui servizi (assistenza ai disabili e informazioni multilingue anche attraverso touchscreen) e sulle manutenzioni ordinarie (videosorveglianza, piccole manutenzioni a murature ed infissi).

 

Tali spese vanno finanziate coi proventi dei ticket d’ingresso e degli altri introiti connessi, ad esempio, alla concessione del bene culturale per eventi (circa 80.000,00 euro l’anno dal 2015 al 2018, ben 83.595,00 nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2019). Ove il gettito di tale ticket d’ingresso dovesse continuare ad essere destinato perlopiù a finanziare le spese del personale, si renderà allora necessario proporre un aumento dello stesso ticket da 5 a 8 euro, destinando il maggior introito (€ 40.000,00) alle suddette spese di scerbamento, pulizia, etc. etc. 

 

Occorre inoltre riempire - ovviamente nei limiti delle disponibilità di bilancio, come peraltro accennato sopra - gli svariati “stanzoni vuoti” con esposizioni non necessariamente museali ma comunque permanenti. Se si riuscisse ad allestire uno spazio permanente all’anno, nell’arco di un quinquennio i turisti potrebbero visitare finalmente non solo antiche mura e nude stanze, peraltro attualmente prive di spazzamento e dunque sporche, ma anche qualcos’altro, ossia ben 5 spazi permanenti di seguito proposti. E i 5 o 8 euro richiesti loro per il ticket d’ingresso non peseranno così quanto adesso, in cui non vengono offerti servizi degni di tal nome.

 

E’ ovvio, tuttavia, che non bisognerà puntare su iniziative d’ogni genere, ma solo su quelle di una certa qualità, che abbiano soprattutto affinità con la storia e l’identità dei luoghi (meglio l’esposizione garibaldina piuttosto che insistere con quelle connesse al filone marinaro, che nessuna attinenza hanno con la storia e l’identità del bene culturale). Il rischio cui si sta andando incontro è quello di considerare il Castello come una sorta di nuovo PalaDiana in cui organizzare di tutto, anche le gare di barbieri e parrucchieri, con tutto il dovuto rispetto per questo mestiere.

 

Si può allora cominciare, partendo dal protocollo d’intesa siglato con la Sovrintendenza, promuovendo finalmente:

 

1. il Museo della Città Murata, coi reperti dell’antica città rinvenuti dalla Sovrintendenza e dalla Società Milazzese di Storia Patria (già finanziato coi fondi del restauro);

 

2. il Museo della battaglia garibaldina del XX luglio 1860 (lo storico nonché collezionista Girolamo Fuduli ha manifestato in passato la volontà di mettere a disposizione della città a titolo di comodato la sua straordinaria collezione a patto che vengano assicurati la videosorveglianza interna e la polizza assicurativa);

 

3. il Museo del Fischietto: in passato è stato esposto nel Monastero delle Benedettine un piccolo campione di una collezione di migliaia di fischietti di proprietà del prof. Claudio Saporetti, ben disponibile a mettere a disposizione del Comune in comodato gratuito la stessa intera collezione. I fischietti attirano la curiosità di grandi e piccini e sono legati intimamente al Castello, visto che 4 di essi sono stati rinvenuti proprio entro il Castello;

 

4. esposizione delle antiche carte geografiche (pubblicate tra il Cinquecento ed il Settecento, sono circa un centinaio) donate dall’illustre milazzese Stefano Zirilli alla Biblioteca comunale nel 1884 ed oggi custodite nell’Archivio Storico comunale di Palazzo D’Amico. Raffigurano stati e città d’Europa. Potremmo così mettere in risalto la dimensione europea del bene culturale (chi ricorda il convegno “Un Castello per l’Europa”?), finanziato peraltro coi fondi dell’Unione Europea;

 

5. esposizione sull’Assedio di Milazzo del 1718/19, in parte già impiantata ed integrabile con modellini dell’arte militare (da eseguirsi di concerto con gli istituti scolastici cittadini e gli appassionati di modellismo) ed affiancata da un’appendice espositiva su armi antiche (palle di cannoni e fucili in atto custoditi nei magazzini della Biblioteca comunale) ed architettura militare, anche attraverso l’esposizione degli antichi trattati di architettura militare disponibili presso la stessa Biblioteca comunale.

 

 

2. Estendere da subito - con appena 40.000 euro di spesa - l’attuale percorso di visita ad alcuni ambienti che attualmente vengono sottratti alla visita dei turisti. In particolare:

 

Cinta cinquecentesca (c.d. spagnola)

- il Bastione delle Isole

- galleria di contromina del Bastione delle Isole.

- rivellino centrale di San Giovanni (che consente di godere appieno il fascino della possente cinta del Cinquecento);

 

Cinta quattrocentesca (c.d. aragonese)

- due dei cinque bastioni semicilindrici

 

 

 

A tal proposito è stata recentemente approvata dalla Sovrintendenza di Messina la perizia di manutenzione con la quale l'Ufficio Tecnico del Comune di Milazzo ha previsto, col contributo fattivo del nostro sodalizio, una serie d'interventi mirati a favorire la fruizione di taluni ambienti della cittadella fortificata attualmente esclusi dal circuito di visita.

 

La perizia, redatta dall'arch. Carmelo Dragà su impulso dell'amministrazione comunale, prevede in primo luogo la ricostruzione del ponte levatoio in legno che collega la cinta spagnola al rivellino centrale, ponte che attualmente presenta tavole infracidite e dunque pericolose.

 

Saranno soprattutto predisposti interventi di valorizzazione e messa in sicurezza in 3 torrioni innalzati alla fine del Quattrocento, caratterizzati dalla presenza di suggestive cannoniere (un tempo destinate ad offendere il nemico con bombarde e colubrune) ed ubicati alla sinistra della porta aragonese, allo scopo di renderli pienamente fruibili e consegnarli all'utenza. Certosine manutenzioni consentiranno di riaprire cannoniere e condotti di aerazione murati in epoca carceraria e di riportare alla luce diversi conci in pietra lavica occultati da intonaci.

 

La perizia, circa 40.000 euro di spesa complessiva, prevede tra l'altro il ripristino della funzionalità dell'impianto illuminotecnico e la collocazione di dispositivi antiintrusione per impedire  l'accesso dei volatili nel bastione delle Isole.

 

 

3. Criticità attuali

 

a. videosorveglianza (in atto ben 10 delle 11 telecamere non filmano e non registrano alcunché);

b. pulizia bagni: viene eseguita una sola volta la settimana, una cadenza periodica insufficiente soprattutto nel periodo estivo, quando il Castello diventa ogni giorno meta di centinaia di turisti;

c. assenza totale di spazzamento nel salone del Camino, nel torrione normanno, nelle altre celle e sale del Mastio, nell’edificio c.d. del Cavaliere e nella fonderia (dal giugno 2017 all’ottobre 2019 tali pulizie sono state eseguite da volontari, ma in atto risultano sospese in attesa di autorizzazione formale da parte dell’Amministrazione comunale);

d. pulizia molto carente nel Duomo antico e nel Monastero delle Benedettine, eseguita una volta tantum e senza alcuna periodicità;

e. tutti gli ascensori e tutti i  montascale disabili fuori servizio;

f. disinfestazione zecche non eseguita con sistematica periodicità;

g. assenza audioguide. In atto l’informazione turistica è assicurata da alcune guide turistiche (nel periodo invernale solo una volta a settimana, peraltro non nell’intero arco della giornata), da pannelli bilingue fissi redatti della Compagnia del Castello e da guida QRcode che unitamente a pannelli mobili in cinque lingue è stata curata dal nostro sodalizio in collaborazione coi Lions Milazzo. Alcuni di questi ultimi pannelli multilingue (quelli che illustravano ai turisti la storia del Mastio quale sede del carcere giudiziario) sono stati rimossi di recente per iniziativa del competente assessorato comunale;

h. assenza di appalto manutenzione aree verdi;

i. assenza appalto piccole opere di manutenzione ordinaria (ripristino intonaci, sostituzione lampade fari fulminate, etc);

l. assenza servizio navetta per disabili e persone con difficoltà motorie;

m. assenza scivoli per abbattimento barriere architettoniche in molti fabbricati della cittadella fortificata.

 

 

4. Recupero di tutte le somme introitate col ticket d’ingresso dal 2014 ad oggi. Trattasi di circa 400.000,00 euro che, ove i bilanci non consentissero di recuperare tali somme in quanto prive di destinazione vincolata, si dovranno reintrodurre in circolo attraverso l’avanzo di amministrazione, che per pari importo dovrà essere destinato alle spese di manutenzione straordinaria alle antiche strutture murarie dei fabbricati (spese in conto capitale).

 

 

5. Dinamica e gestione del ticket d’ingresso

 

Negli anni Novanta fu imposto dal consiglio comunale di Milazzo un ticket d’ingresso per l’accesso alla cittadella fortificata, il cui gettito avrebbe dovuto finanziare le spese di manutenzione della città murata. La storia successiva è nota ai più: il ticket fu incassato, ma non fu mai spesa una sola lira per le finalità di cui alla destinazione vincolata deliberata dall’organo consiliare.

 

Con delibera n. 10 dell’8 luglio 2014 il commissario straordinario, nelle veci del consiglio comunale, adottava le tariffe per l’ingresso alla cittadella fortificata da destinarsi alla «manutenzione e valorizzazione del compendio monumentale». In particolare, alla citata delibera è stato allegato un quadro economico, da cui si evince che il gettito del ticket sarebbe stato destinato, oltre che alla manutenzione e valorizzazione del complesso fortificato, anche a spese correnti di gestione, quali personale (compresi gli oneri dello straordinario), polizza assicurativa, utenze elettrica ed idrica.

 

Con successivo atto deliberativo n. 99 del 5 agosto 2015 la Giunta Formica, nel confermare anche per l’anno 2015 le suddette tariffe, deliberava «l’utilizzo immediato e prioritario delle entrate realizzate», al fine di destinarle alla «pulizia del Castello». A tal proposito assegnava contestualmente le somme introitate all’ufficio competente per il raggiungimento della finalità appena citata.

 

Tale atto di indirizzo della Giunta è stato però vanificato da un successivo atto deliberativo (n. 50 del 17 marzo 2017), con il quale la stessa giunta, nell’adottare il piano dei costi e le tariffe dei servizi pubblici a domanda individuale per l’anno 2015, stabiliva di destinare l’intero gettito del ticket d’ingresso della cittadella fortificata (unitamente a quello incassato con abbonamenti, affitto di sale e spazi e percentuali su incassi in occasione di eventi e manifestazioni organizzati all’interno della stessa città murata) alle spese del personale, al pagamento delle utenze ed a quello delle polizze assicurative, senza tuttavia finanziare la voce «manutenzione e valorizzazione del compendio monumentale» e soprattutto quella privilegiata con la citata delibera di giunta n. 99/2015, ossia la «pulizia del Castello».

 

Ciò premesso, questo sodalizio, allo scopo di incrementare il gettito del ticket d’ingresso propone quanto segue:

 

- aumentare  per turisti e visitatori non residenti nella Città di Milazzo l’ingresso a biglietto da € 5,00 ad € 8,00;

 

- lasciare invariato l’ingresso dei residenti al costo privilegiato di € 5,00, ribadendo loro la possibilità di ricorrere all’abbonamento annuale  di appena 10 euro;

 

- destinare ogni anno il maggior introito stimato in euro 40.000 circa in via prioritaria solo ed esclusivamente alle seguenti finalità, escludendo dunque spese ordinarie e straordinarie del personale:

 

a) scerbamento periodico e periodica pulizia sale prive di spazzamento (€ 20.000), senza i quali il bene culturale non può presentarsi in maniera decorosa e dignitosa a turisti e visitatori. Superfluo evidenziare che lo scerbamento periodico consente di depotenziare la minaccia delle zecche all’interno della cittadella fortificata, vera e propria emergenza sanitaria che mette a serio rischio la pubblica incolumità (si ricorda a tal proposito che il pericolo di zecche non è segnalato all’ingresso del bene culturale);

 

b) piccole opere di manutenzione edili e piccola manutenzione degli impianti di videosorveglianza, elettrico, antincendio e climatizzazione (€ 10.000);

 

c) allestimento piccoli spazi espositivi permanenti legati alla storia ed all’identità dei luoghi (tra tutti il Museo Garibaldino e l’esposizione delle antiche carte geografiche dell’Archivio Storico comunale) ed ancora fornitura monitor e touchscreen, ovviamente in formato multilingue, per illustrare ai visitatori i singoli spazi interni ed esterni della cittadella fortificata, guidandoli lungo il percorso di visita (€ 5.000);

 

d) abbattimento graduale barriere architettoniche (€ 5.000, che nel corso di un quinquennio ascenderebbero ad € 25.000);

 

La spesa di cui al punto c) può prevedere anche la fornitura di audioguide multilingue: il noleggio a pagamento dei singoli dispositivi ai visitatori può consentire di recuperare l’importo erogato per la fornitura degli stessi. Inoltre, la previsione di spesa di cui al punto c) consente di riempire in modo costruttivo, dignitoso ed elegante alcune sale in atto vuote e polverose, consentendo al turista, soprattutto nelle giornate invernali in cui mancano eventi e/o manifestazioni, di poter usufruire di diverse attrazioni culturali all’interno del complesso fortificato. Nell’arco di appena un quinquennio, tra Mastio, Monastero delle Benedettine e Duomo antico potrebbero così sorgere ben 5 spazi espositivi permanenti, alcuni anche museali, arricchendo così l’offerta culturale della città murata.

 

In alternativa al rincaro delle tariffe di cui sopra si propone, ove possibile, di imputare nuovamente agli originari capitoli del bilancio comunale in tutto o in parte le spese del personale, destinando così gli 80.000 euro circa che si introitano annualmente dal ticket d’ingresso alla «manutenzione e gestione del compendio monumentale», in conformità alle proposte di cui sopra.

 

Nel caso di accoglimento della proposta di aumento delle tariffe, si invita tuttavia la futura Amministrazione comunale a destinare il maggior introito solo ed esclusivamente alle finalità sopra descritte. Caso contrario si rischierebbe di presentare ai turisti ed ai visitatori un bene culturale in condizioni di degrado e privo di servizi: a fronte di ben 8 euro pagati per il ticket d’ingresso sarebbe una beffa vera e propria.

 

 

6. Abbattimento barriere architettoniche. Nell’agosto 2019 una recensione apparsa su TripAdvisor denunciava la sostanziale inaccessibilità alla cittadella fortificata di Milazzo da parte dei visitatori disabili in carrozzina:

 

«Mozzafiato…. e mozzadisabili!

 

Il Castello merita una visita, è davvero molto bello e potrebbe essere sfruttato molto di più per eventi e mostre. Sono andata in visita con un disabile e nonostante abbia chiesto all’ingresso se il percorso fosse fattibile in carrozzina e mi sia stato assicurato di si, abbiamo scoperto, a nostro discapito, che erano del tutto assenti delle passerelle e che l’ascensore e i montascale non erano funzionanti. Alla faccia dell’inclusione!»

 

In quegli stessi giorni un giovane visitatore, anch’egli in carrozzina, incontrava il primo ostacolo della visita di fronte all’ex chiesa di S. Maria, dove si era recato per osservare i resti del capodoglio spiaggiato qualche anno fa a Capo Milazzo. Fortunatamente le braccia vigorose e generose di altri due giovani che si trovavano in quel momento nelle vicinanze gli hanno consentito di assaporare e gustare il nobile messaggio che  la tragica storia del capodoglio porta con sé.

 

Sulla base di questi precedenti, questo sodalizio ritenuto ha opportuno provvedere ad un censimento di tutte le barriere architettoniche presenti nella cittadella fortificata, nella speranza che le istanze raccolte in questa relazione possano trovare seguito in una perizia dell’ufficio tecnico comunale ed in uno stanziamento pluriennale a carico del bilancio comunale, con copertura finanziaria derivante dagli introiti del ticket d’ingresso o da finanziamento regionale e/o statale.

 

La presente relazione è frutto dell’impegno dell’associazionismo milazzese e come tale è aperta ad ulteriori suggerimenti migliorativi da parte di cittadini anche non associati, operatori socio-assistenziali e di tutti coloro i quali hanno a cuore l’abbattimento delle barriere architettoniche. Proposte di modifiche e suggerimenti possono essere inviati al seguente indirizzo di posta elettronica: storiapatria@tiscali.it

 

In primo luogo va premesso che effettivamente, come segnalato nella recensione di TripAdvisor, sia i due montascale posizionati, rispettivamente, in prossimità dei bagni d’ingresso e nella corte del Mastio, che i due ascensori installati nel monastero delle benedettine e nel Mastio sono al momento fuori servizio. I due montascale sono privi delle copertine di protezione, presentano le pulsantiere danneggiate dagli agenti atmosferici ed hanno con tutta probabilità i meccanismi inceppati, visto che dal giorno dell’installazione e collaudo (circa 2010) non sono mai stati messi in funzione. Si rende pertanto necessario un intervento di manutenzione. Stesso discorso per gli ascensori. Quello del Mastio è bloccato da circa 8 anni, mentre quello del monastero delle benedettine ha funzionato sino a qualche tempo fa. Ma oggi è anch’esso fuori servizio.

 

Pur tuttavia la loro manutenzione non risolverebbe il problema dell’accessibilità dei disabili in carrozzina. Per accedere all’ascensore situato all’interno del monastero delle benedettine, ad esempio, la carrozzina dovrebbe prima superare l’ostacolo dei gradini presenti nelle soglie dei portoni di ingresso dell’edificio medesimo. In sostanza è stato installato un ascensore con tanto di cartellonistica per disabili, ma ci si è dimenticati di realizzare gli scivoli lungo i portali di ingresso.

 

Stesso discorso nel Mastio. Il montascale che dovrebbe consentire l’accesso al primo piano ai soggetti disabili è vanificato da uno scalino presente all’ingresso del Mastio medesimo e da un altro scalino situato a poche decine di centimetri dal fine corsa dello stesso montascale.

 

Tutto ciò premesso si rende opportuno segnalare, edificio per edificio, le singole barriere architettoniche, suggerendone anche le modalità di intervento. Si precisa sin da ora che l’accessibilità all’interno della cittadella fortificata dovrà comunque essere assicurata da un efficiente servizio navetta. A tal proposito è consigliabile la fornitura di un furgoncino accessoriato per il trasporto disabili (circa € 30.000) che conduca gli stessi all’ingresso dei singoli edifici o delle singole aree da visitare, dove, previa installazione di pedane e scivoli ora metallici, ora lignei, gli stessi disabili potranno muoversi autonomamente.

 

Il censimento di tutte le barriere architettoniche e le soluzioni proposte sono indicate con tanto di immagini al link


 

 

7. Valorizzazione e rifunzionalizzazione nel lungo termine. Restauro fabbricati: progettazione preliminare e definitiva anche del teatro all’aperto

 

Si propone di abbandonare il progetto del nuovo costosissimo Teatro al Castello e di redigerne uno più modesto che preveda invece la costruzione di un teatro all’aperto di 1.800 posti com’era e dov’era, riproponendo dunque il vecchio (e soprattutto smontabilissimo) Teatro al Castello.

Ma soprattutto prima di parlare di teatro, occupiamoci del restauro di quanto ancora non è stato sottoposto a manutenzione alcuna. Tanto ancora rimane da restaurare all’interno della cittadella fortificata. Diversi lotti si potrebbero avviare per implementare altrettanti cantieri. In particolare:

 

a) il recupero del pian terreno del bastione di S. Maria e delle sottostanti ed affascinanti gallerie di contromina dello stesso bastione di S. Maria e del bastione delle Isole, manufatti originali - in atto parzialmente occlusi - risalenti agli anni Venti e Trenta del Cinquecento;

 

b) il recupero e la rifunzionalizzazione degli ambienti interni dei rimanenti torrioni tondi della cinta cosiddetta aragonese, innalzata alla fine del Quattrocento;

 

c) recupero del pian terreno di 3 ali del Mastio;

 

d) esecuzione di accurate campagne di scavi archeologici soprattutto nella zona ovest al di là del Mastio, ossia verso la sommità della Grotta di Polifemo, allo scopo di riportare alla luce la città greca, oltre che eventuali perimetri murari del tessuto urbano più recente.

 

E’ nota a tutti la carenza di risorse economiche del Comune di Milazzo (dissesto), cui si aggiunge la carenza di progettisti interni: l’arch. Antonino Giardina è appena andato in pensione, mentre le carenze di bilancio non consentono ancora di conferire incarichi professionali a progettisti esterni. Ed è noto a tutti che senza progetti esecutivi muniti di tutti i pareri di rito (ASL, Genio Civile, Sovrintendenza, VV. FF., etc) non si va da nessuna parte, visto che i finanziamenti europei presuppongono di norma la disponibilità di progetti di restauro immediatamente cantierabili (ossia progetti esecutivi aggiornati e muniti di tutti i pareri).

 

A tal proposito questo sodalizio suggerisce, proprio per il restauro dei vari lotti della cittadella fortificata, il ricorso al Fondo Rotativo per la Progettualità istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti, che finanzia gli enti pubblici anticipando le spese relative  alle attività di progettazione. Le somme erogate per la redazione del progetto dovranno essere restituite alla Cassa Depositi e Prestiti a rate, ma potranno essere recuperate dal finanziamento europeo erogato e concesso nel frattempo, a seguito di presentazione da parte del Comune dello stesso progetto immediatamente cantierabile.

 

È pertanto necessario che la nuova Amministrazione comunale punti da subito alla progettazione preliminare e successivamente a quella definitiva, incassando i pareri di rito degli organi competenti in modo tale da disporre di progetti immediatamente cantierabili, potendo così intercettare con maggiore facilità fondi e risorse comunitarie.

 

8. Accessibilità dall’esterno. Questo sodalizio esprime la sua contrarietà a progetti che prevedono l’accessibilità a mezzo percorsi pedonali meccanizzati già proposti in passato, sia per l’impatto paesaggistico che per la carenza di manutenzione: ad oggi non siamo stati capaci di assicurarla a montascale ed ascensori all’interno del complesso fortificato, figurarsi a percorsi pedonali meccanizzati. Suggerisce piuttosto il trasferimento sino al Castello a mezzo bus navetta, in analogia a quanto praticato a Tindari e Taormina, prevedendo vaste aree di parcheggio nel lungomare di Ponente.


 

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