Libro Bianco dei Beni Culturali della Città di Milazzo: proposte della
Società Milazzese di Storia Patria in vista delle elezioni amministrative della
primavera 2020
Paragrafo I - Cittadella fortificata
Valorizzazione e rifunzionalizzazione nel breve/medio termine
1. Introduzione La cittadella fortificata o città murata - il
Castello per noi Milazzesi - è e rappresenta il fiore all’occhiello della nostra
città. Se abbiamo un amico che viene a trovarci da fuori, dove lo portiamo? Al
Castello ed alla punta estrema del Capo (baia di S. Antonio – Baronia).
Dobbiamo pertanto farlo trovare nelle migliori condizioni di decoro ed
efficienza, tanto più che il transito da e per le Eolie, la formula delle
minicrociere verso le stesse isole e lo sviluppo esponenziale dei B&B hanno
inoltre aumentato e non poco il numero dei turisti stranieri in visita allo
stesso Castello.
Occorre pertanto puntare sul
decoro, ossia scerbamento, pulizia dei bagni e delle sale, sui servizi
(assistenza ai disabili e informazioni multilingue anche attraverso touchscreen)
e sulle manutenzioni ordinarie (videosorveglianza, piccole manutenzioni a
murature ed infissi).
Tali spese vanno finanziate coi
proventi dei ticket d’ingresso e degli altri introiti connessi, ad esempio,
alla concessione del bene culturale per eventi (circa 80.000,00 euro l’anno dal
2015 al 2018, ben 83.595,00 nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2019).
Ove il gettito di tale ticket d’ingresso dovesse continuare ad essere destinato
perlopiù a finanziare le spese del personale, si renderà allora necessario
proporre un aumento dello stesso ticket da 5 a 8 euro, destinando il maggior
introito (€ 40.000,00) alle suddette spese di scerbamento, pulizia, etc.
etc.
Occorre inoltre riempire -
ovviamente nei limiti delle disponibilità di bilancio, come peraltro accennato
sopra - gli svariati “stanzoni vuoti” con esposizioni non necessariamente
museali ma comunque permanenti. Se si riuscisse ad allestire uno spazio
permanente all’anno, nell’arco di un quinquennio i turisti potrebbero visitare finalmente
non solo antiche mura e nude stanze, peraltro attualmente prive di spazzamento
e dunque sporche, ma anche qualcos’altro, ossia ben 5 spazi permanenti di
seguito proposti. E i 5 o 8 euro richiesti loro per il ticket d’ingresso non
peseranno così quanto adesso, in cui non vengono offerti servizi degni di tal
nome.
E’ ovvio, tuttavia, che non
bisognerà puntare su iniziative d’ogni genere, ma solo su quelle di una certa
qualità, che abbiano soprattutto affinità con la storia e l’identità dei luoghi
(meglio l’esposizione garibaldina piuttosto che insistere con quelle connesse
al filone marinaro, che nessuna attinenza hanno con la storia e l’identità del
bene culturale). Il rischio cui si sta andando incontro è quello di considerare
il Castello come una sorta di nuovo PalaDiana in cui organizzare di tutto,
anche le gare di barbieri e parrucchieri, con tutto il dovuto rispetto per
questo mestiere.
Si può allora cominciare,
partendo dal protocollo d’intesa siglato con la Sovrintendenza, promuovendo
finalmente:
1. il Museo della Città Murata,
coi reperti dell’antica città rinvenuti dalla Sovrintendenza e dalla Società
Milazzese di Storia Patria (già finanziato coi fondi del restauro);
2. il Museo della battaglia
garibaldina del XX luglio 1860 (lo storico nonché collezionista Girolamo Fuduli
ha manifestato in passato la volontà di mettere a disposizione della città a
titolo di comodato la sua straordinaria collezione a patto che vengano
assicurati la videosorveglianza interna e la polizza assicurativa);
3. il Museo del Fischietto: in
passato è stato esposto nel Monastero delle Benedettine un piccolo campione di
una collezione di migliaia di fischietti di proprietà del prof. Claudio
Saporetti, ben disponibile a mettere a disposizione del Comune in comodato
gratuito la stessa intera collezione. I fischietti attirano la curiosità di
grandi e piccini e sono legati intimamente al Castello, visto che 4 di essi
sono stati rinvenuti proprio entro il Castello;
4. esposizione delle antiche
carte geografiche (pubblicate tra il Cinquecento ed il Settecento, sono circa
un centinaio) donate dall’illustre milazzese Stefano Zirilli alla Biblioteca
comunale nel 1884 ed oggi custodite nell’Archivio Storico comunale di Palazzo
D’Amico. Raffigurano stati e città d’Europa. Potremmo così mettere in risalto
la dimensione europea del bene culturale (chi ricorda il convegno “Un Castello
per l’Europa”?), finanziato peraltro coi fondi dell’Unione Europea;
5. esposizione sull’Assedio di
Milazzo del 1718/19, in parte già impiantata ed integrabile con modellini
dell’arte militare (da eseguirsi di concerto con gli istituti scolastici
cittadini e gli appassionati di modellismo) ed affiancata da un’appendice
espositiva su armi antiche (palle di cannoni e fucili in atto custoditi nei
magazzini della Biblioteca comunale) ed architettura militare, anche attraverso
l’esposizione degli antichi trattati di architettura militare disponibili
presso la stessa Biblioteca comunale.
2. Estendere da subito - con appena 40.000 euro di spesa - l’attuale
percorso di visita ad alcuni ambienti che attualmente vengono sottratti alla
visita dei turisti. In particolare:
Cinta cinquecentesca (c.d.
spagnola)
- il Bastione delle Isole
- galleria di contromina del
Bastione delle Isole.
- rivellino centrale di San
Giovanni (che consente di godere appieno il fascino della possente cinta del
Cinquecento);
Cinta quattrocentesca (c.d.
aragonese)
- due dei cinque bastioni
semicilindrici
A tal proposito è stata
recentemente approvata dalla Sovrintendenza di Messina la perizia di
manutenzione con la quale l'Ufficio Tecnico del Comune di Milazzo ha previsto,
col contributo fattivo del nostro sodalizio, una serie d'interventi mirati a
favorire la fruizione di taluni ambienti della cittadella fortificata
attualmente esclusi dal circuito di visita.
La perizia, redatta dall'arch.
Carmelo Dragà su impulso dell'amministrazione comunale, prevede in primo luogo
la ricostruzione del ponte levatoio in legno che collega la cinta spagnola al
rivellino centrale, ponte che attualmente presenta tavole infracidite e dunque
pericolose.
Saranno soprattutto predisposti
interventi di valorizzazione e messa in sicurezza in 3 torrioni innalzati alla
fine del Quattrocento, caratterizzati dalla presenza di suggestive cannoniere
(un tempo destinate ad offendere il nemico con bombarde e colubrune) ed ubicati
alla sinistra della porta aragonese, allo scopo di renderli pienamente fruibili
e consegnarli all'utenza. Certosine manutenzioni consentiranno di riaprire
cannoniere e condotti di aerazione murati in epoca carceraria e di riportare
alla luce diversi conci in pietra lavica occultati da intonaci.
La perizia, circa 40.000 euro di
spesa complessiva, prevede tra l'altro il ripristino della funzionalità
dell'impianto illuminotecnico e la collocazione di dispositivi antiintrusione
per impedire l'accesso dei volatili nel
bastione delle Isole.
3. Criticità attuali
a. videosorveglianza (in atto ben
10 delle 11 telecamere non filmano e non registrano alcunché);
b. pulizia bagni: viene eseguita
una sola volta la settimana, una cadenza periodica insufficiente soprattutto
nel periodo estivo, quando il Castello diventa ogni giorno meta di centinaia di
turisti;
c. assenza totale di spazzamento
nel salone del Camino, nel torrione normanno, nelle altre celle e sale del
Mastio, nell’edificio c.d. del Cavaliere e nella fonderia (dal giugno 2017
all’ottobre 2019 tali pulizie sono state eseguite da volontari, ma in atto risultano
sospese in attesa di autorizzazione formale da parte dell’Amministrazione
comunale);
d. pulizia molto carente nel
Duomo antico e nel Monastero delle Benedettine, eseguita una volta tantum e
senza alcuna periodicità;
e. tutti gli ascensori e tutti
i montascale disabili fuori servizio;
f. disinfestazione zecche non
eseguita con sistematica periodicità;
g. assenza audioguide. In atto
l’informazione turistica è assicurata da alcune guide turistiche (nel periodo
invernale solo una volta a settimana, peraltro non nell’intero arco della
giornata), da pannelli bilingue fissi redatti della Compagnia del Castello e da
guida QRcode che unitamente a pannelli mobili in cinque lingue è stata curata
dal nostro sodalizio in collaborazione coi Lions Milazzo. Alcuni di questi
ultimi pannelli multilingue (quelli che illustravano ai turisti la storia del
Mastio quale sede del carcere giudiziario) sono stati rimossi di recente per
iniziativa del competente assessorato comunale;
h. assenza di appalto manutenzione
aree verdi;
i. assenza appalto piccole opere di
manutenzione ordinaria (ripristino intonaci, sostituzione lampade fari
fulminate, etc);
l. assenza servizio navetta per
disabili e persone con difficoltà motorie;
m. assenza scivoli per
abbattimento barriere architettoniche in molti fabbricati della cittadella
fortificata.
4. Recupero di tutte le somme introitate col ticket d’ingresso dal 2014
ad oggi. Trattasi di circa 400.000,00 euro che, ove i bilanci non
consentissero di recuperare tali somme in quanto prive di destinazione
vincolata, si dovranno reintrodurre in circolo attraverso l’avanzo di
amministrazione, che per pari importo dovrà essere destinato alle spese di
manutenzione straordinaria alle antiche strutture murarie dei fabbricati (spese
in conto capitale).
5. Dinamica e gestione del ticket d’ingresso
Negli anni Novanta fu imposto dal
consiglio comunale di Milazzo un ticket d’ingresso per l’accesso alla
cittadella fortificata, il cui gettito avrebbe dovuto finanziare le spese di
manutenzione della città murata. La storia successiva è nota ai più: il ticket
fu incassato, ma non fu mai spesa una sola lira per le finalità di cui alla
destinazione vincolata deliberata dall’organo consiliare.
Con delibera n. 10 dell’8 luglio
2014 il commissario straordinario, nelle veci del consiglio comunale, adottava
le tariffe per l’ingresso alla cittadella fortificata da destinarsi alla
«manutenzione e valorizzazione del compendio monumentale». In particolare, alla
citata delibera è stato allegato un quadro economico, da cui si evince che il
gettito del ticket sarebbe stato destinato, oltre che alla manutenzione e
valorizzazione del complesso fortificato, anche a spese correnti di gestione,
quali personale (compresi gli oneri dello straordinario), polizza assicurativa,
utenze elettrica ed idrica.
Con successivo atto deliberativo
n. 99 del 5 agosto 2015 la Giunta Formica, nel confermare anche per l’anno 2015
le suddette tariffe, deliberava «l’utilizzo immediato e prioritario delle
entrate realizzate», al fine di destinarle alla «pulizia del Castello». A tal
proposito assegnava contestualmente le somme introitate all’ufficio competente
per il raggiungimento della finalità appena citata.
Tale atto di indirizzo della
Giunta è stato però vanificato da un successivo atto deliberativo (n. 50 del 17
marzo 2017), con il quale la stessa giunta, nell’adottare il piano dei costi e
le tariffe dei servizi pubblici a domanda individuale per l’anno 2015,
stabiliva di destinare l’intero gettito del ticket d’ingresso della cittadella
fortificata (unitamente a quello incassato con abbonamenti, affitto di sale e spazi
e percentuali su incassi in occasione di eventi e manifestazioni organizzati
all’interno della stessa città murata) alle spese del personale, al pagamento
delle utenze ed a quello delle polizze assicurative, senza tuttavia finanziare
la voce «manutenzione e valorizzazione del compendio monumentale» e soprattutto
quella privilegiata con la citata delibera di giunta n. 99/2015, ossia la
«pulizia del Castello».
Ciò premesso, questo sodalizio,
allo scopo di incrementare il gettito del ticket d’ingresso propone quanto
segue:
- aumentare per turisti e visitatori non residenti nella
Città di Milazzo l’ingresso a biglietto da € 5,00 ad € 8,00;
- lasciare invariato l’ingresso
dei residenti al costo privilegiato di € 5,00, ribadendo loro la possibilità di
ricorrere all’abbonamento annuale di
appena 10 euro;
- destinare ogni anno il maggior
introito stimato in euro 40.000 circa in via prioritaria solo ed esclusivamente
alle seguenti finalità, escludendo dunque spese ordinarie e straordinarie del
personale:
a) scerbamento periodico e
periodica pulizia sale prive di spazzamento (€ 20.000), senza i quali il bene
culturale non può presentarsi in maniera decorosa e dignitosa a turisti e
visitatori. Superfluo evidenziare che lo scerbamento periodico consente di
depotenziare la minaccia delle zecche all’interno della cittadella fortificata,
vera e propria emergenza sanitaria che mette a serio rischio la pubblica
incolumità (si ricorda a tal proposito che il pericolo di zecche non è
segnalato all’ingresso del bene culturale);
b) piccole opere di manutenzione
edili e piccola manutenzione degli impianti di videosorveglianza, elettrico,
antincendio e climatizzazione (€ 10.000);
c) allestimento piccoli spazi
espositivi permanenti legati alla storia ed all’identità dei luoghi (tra tutti
il Museo Garibaldino e l’esposizione delle antiche carte geografiche
dell’Archivio Storico comunale) ed ancora fornitura monitor e touchscreen,
ovviamente in formato multilingue, per illustrare ai visitatori i singoli spazi
interni ed esterni della cittadella fortificata, guidandoli lungo il percorso
di visita (€ 5.000);
d) abbattimento graduale barriere
architettoniche (€ 5.000, che nel corso di un quinquennio ascenderebbero ad € 25.000);
La spesa di cui al punto c) può
prevedere anche la fornitura di audioguide multilingue: il noleggio a pagamento
dei singoli dispositivi ai visitatori può consentire di recuperare l’importo
erogato per la fornitura degli stessi. Inoltre, la previsione di spesa di cui
al punto c) consente di riempire in modo costruttivo, dignitoso ed elegante
alcune sale in atto vuote e polverose, consentendo al turista, soprattutto
nelle giornate invernali in cui mancano eventi e/o manifestazioni, di poter
usufruire di diverse attrazioni culturali all’interno del complesso fortificato.
Nell’arco di appena un quinquennio, tra Mastio, Monastero delle Benedettine e
Duomo antico potrebbero così sorgere ben 5 spazi espositivi permanenti, alcuni
anche museali, arricchendo così l’offerta culturale della città murata.
In alternativa al rincaro delle
tariffe di cui sopra si propone, ove possibile, di imputare nuovamente agli
originari capitoli del bilancio comunale in tutto o in parte le spese del
personale, destinando così gli 80.000 euro circa che si introitano annualmente
dal ticket d’ingresso alla «manutenzione e gestione del compendio monumentale»,
in conformità alle proposte di cui sopra.
Nel caso di accoglimento della
proposta di aumento delle tariffe, si invita tuttavia la futura Amministrazione
comunale a destinare il maggior introito solo ed esclusivamente alle finalità
sopra descritte. Caso contrario si rischierebbe di presentare ai turisti ed ai
visitatori un bene culturale in condizioni di degrado e privo di servizi: a
fronte di ben 8 euro pagati per il ticket d’ingresso sarebbe una beffa vera e
propria.
6. Abbattimento barriere architettoniche. Nell’agosto 2019 una
recensione apparsa su TripAdvisor denunciava la sostanziale inaccessibilità
alla cittadella fortificata di Milazzo da parte dei visitatori disabili in
carrozzina:
«Mozzafiato…. e mozzadisabili!
Il Castello merita una visita, è davvero molto bello e potrebbe essere
sfruttato molto di più per eventi e mostre. Sono andata in visita con un
disabile e nonostante abbia chiesto all’ingresso se il percorso fosse fattibile
in carrozzina e mi sia stato assicurato di si, abbiamo scoperto, a nostro
discapito, che erano del tutto assenti delle passerelle e che l’ascensore e i
montascale non erano funzionanti. Alla faccia dell’inclusione!»
In quegli stessi giorni un
giovane visitatore, anch’egli in carrozzina, incontrava il primo ostacolo della
visita di fronte all’ex chiesa di S. Maria, dove si era recato per osservare i
resti del capodoglio spiaggiato qualche anno fa a Capo Milazzo. Fortunatamente
le braccia vigorose e generose di altri due giovani che si trovavano in quel
momento nelle vicinanze gli hanno consentito di assaporare e gustare il nobile
messaggio che la tragica storia del
capodoglio porta con sé.
Sulla base di questi precedenti, questo
sodalizio ritenuto ha opportuno provvedere ad un censimento di tutte le
barriere architettoniche presenti nella cittadella fortificata, nella speranza
che le istanze raccolte in questa relazione possano trovare seguito in una
perizia dell’ufficio tecnico comunale ed in uno stanziamento pluriennale a
carico del bilancio comunale, con copertura finanziaria derivante dagli
introiti del ticket d’ingresso o da finanziamento regionale e/o statale.
La presente relazione è frutto
dell’impegno dell’associazionismo milazzese e come tale è aperta ad ulteriori
suggerimenti migliorativi da parte di cittadini anche non associati, operatori
socio-assistenziali e di tutti coloro i quali hanno a cuore l’abbattimento
delle barriere architettoniche. Proposte di modifiche e suggerimenti possono
essere inviati al seguente indirizzo di posta elettronica: storiapatria@tiscali.it
In primo luogo va premesso che
effettivamente, come segnalato nella recensione di TripAdvisor, sia i due
montascale posizionati, rispettivamente, in prossimità dei bagni d’ingresso e
nella corte del Mastio, che i due ascensori installati nel monastero delle
benedettine e nel Mastio sono al momento fuori servizio. I due montascale sono
privi delle copertine di protezione, presentano le pulsantiere danneggiate
dagli agenti atmosferici ed hanno con tutta probabilità i meccanismi inceppati,
visto che dal giorno dell’installazione e collaudo (circa 2010) non sono mai
stati messi in funzione. Si rende pertanto necessario un intervento di
manutenzione. Stesso discorso per gli ascensori. Quello del Mastio è bloccato
da circa 8 anni, mentre quello del monastero delle benedettine ha funzionato
sino a qualche tempo fa. Ma oggi è anch’esso fuori servizio.
Pur tuttavia la loro manutenzione
non risolverebbe il problema dell’accessibilità dei disabili in carrozzina. Per
accedere all’ascensore situato all’interno del monastero delle benedettine, ad
esempio, la carrozzina dovrebbe prima superare l’ostacolo dei gradini presenti
nelle soglie dei portoni di ingresso dell’edificio medesimo. In sostanza è
stato installato un ascensore con tanto di cartellonistica per disabili, ma ci
si è dimenticati di realizzare gli scivoli lungo i portali di ingresso.
Stesso discorso nel Mastio. Il
montascale che dovrebbe consentire l’accesso al primo piano ai soggetti
disabili è vanificato da uno scalino presente all’ingresso del Mastio medesimo
e da un altro scalino situato a poche decine di centimetri dal fine corsa dello
stesso montascale.
Tutto ciò premesso si rende
opportuno segnalare, edificio per edificio, le singole barriere
architettoniche, suggerendone anche le modalità di intervento. Si precisa sin
da ora che l’accessibilità all’interno della cittadella fortificata dovrà
comunque essere assicurata da un efficiente servizio navetta. A tal proposito è
consigliabile la fornitura di un furgoncino accessoriato per il trasporto
disabili (circa € 30.000) che conduca gli stessi all’ingresso dei singoli
edifici o delle singole aree da visitare, dove, previa installazione di pedane
e scivoli ora metallici, ora lignei, gli stessi disabili potranno muoversi
autonomamente.
Il censimento di tutte le
barriere architettoniche e le soluzioni proposte sono indicate con tanto di
immagini al link
7. Valorizzazione e rifunzionalizzazione nel lungo termine. Restauro
fabbricati: progettazione preliminare e definitiva anche del teatro all’aperto
Si propone di abbandonare il progetto del nuovo costosissimo Teatro al
Castello e di redigerne uno più modesto che preveda invece la costruzione di un
teatro all’aperto di 1.800 posti com’era e dov’era, riproponendo dunque il
vecchio (e soprattutto smontabilissimo) Teatro al Castello.
Ma soprattutto prima di parlare di teatro, occupiamoci del restauro di
quanto ancora non è stato sottoposto a manutenzione alcuna. Tanto ancora rimane
da restaurare all’interno della cittadella fortificata. Diversi lotti si
potrebbero avviare per implementare altrettanti cantieri. In particolare:
a) il recupero del pian terreno del bastione di S. Maria e delle
sottostanti ed affascinanti gallerie di contromina dello stesso bastione di S.
Maria e del bastione delle Isole, manufatti originali - in atto parzialmente
occlusi - risalenti agli anni Venti e Trenta del Cinquecento;
b) il recupero e la rifunzionalizzazione degli ambienti interni dei
rimanenti torrioni tondi della cinta cosiddetta aragonese, innalzata alla fine
del Quattrocento;
c) recupero del pian terreno di 3 ali del Mastio;
d) esecuzione di accurate campagne di scavi archeologici soprattutto
nella zona ovest al di là del Mastio, ossia verso la sommità della Grotta di
Polifemo, allo scopo di riportare alla luce la città greca, oltre che eventuali
perimetri murari del tessuto urbano più recente.
E’ nota a tutti la carenza di risorse economiche del Comune di Milazzo
(dissesto), cui si aggiunge la carenza di progettisti interni: l’arch. Antonino
Giardina è appena andato in pensione, mentre le carenze di bilancio non
consentono ancora di conferire incarichi professionali a progettisti esterni.
Ed è noto a tutti che senza progetti esecutivi muniti di tutti i pareri di rito
(ASL, Genio Civile, Sovrintendenza, VV. FF., etc) non si va da nessuna parte,
visto che i finanziamenti europei presuppongono di norma la disponibilità di
progetti di restauro immediatamente cantierabili (ossia progetti esecutivi
aggiornati e muniti di tutti i pareri).
A tal proposito questo sodalizio suggerisce, proprio per il restauro dei
vari lotti della cittadella fortificata, il ricorso al Fondo Rotativo per la
Progettualità istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti, che finanzia gli
enti pubblici anticipando le spese relative
alle attività di progettazione. Le somme erogate per la redazione del
progetto dovranno essere restituite alla Cassa Depositi e Prestiti a rate, ma
potranno essere recuperate dal finanziamento europeo erogato e concesso nel
frattempo, a seguito di presentazione da parte del Comune dello stesso progetto
immediatamente cantierabile.
È pertanto necessario che la nuova Amministrazione comunale punti da
subito alla progettazione preliminare e successivamente a quella definitiva,
incassando i pareri di rito degli organi competenti in modo tale da disporre di
progetti immediatamente cantierabili, potendo così intercettare con maggiore
facilità fondi e risorse comunitarie.
8. Accessibilità dall’esterno. Questo sodalizio esprime la sua contrarietà
a progetti che prevedono l’accessibilità a mezzo percorsi pedonali meccanizzati
già proposti in passato, sia per l’impatto paesaggistico che per la carenza di
manutenzione: ad oggi non siamo stati capaci di assicurarla a montascale ed
ascensori all’interno del complesso fortificato, figurarsi a percorsi pedonali
meccanizzati. Suggerisce piuttosto il trasferimento sino al Castello a mezzo
bus navetta, in analogia a quanto praticato a Tindari e Taormina, prevedendo vaste
aree di parcheggio nel lungomare di Ponente.